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Boldini Pisis a Ferrara
Mostra Castello Estense
L'ARTE PER L'ARTE
Da Previati a Mentessi,
da Boldini a De Pisis.

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Edizione 2017
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FerraraFerrara

è un viaggio che dal Medioevo arriva al Rinascimento.

Città, raffinata, aristocratica, perfettamente conservata, dall'atmosfera metafisica e incastonata di meraviglie di architettura e opere d'arte.

Ferrara capitale del Rinascimento, epoca dello splendore della corte Estense, che ha lasciato segni incancellabili, come il progetto dell'Addizione Erculea, il Castello Estense e il grande ciclo di affreschi astrologici di Palazzo Schifanoia.

I numerosi giardini ne fanno inoltre una delle città più verdi d'Europa.

Ferrara a dimensione uomo dove si passeggia tranquillamente a piedi o in bicicletta di giorno e di notte senza timore alcuno rivivendo ad ogni passo magiche atmosfere del passato.

Luogo di terra e di acqua fra terra e acqua, lambita dal grande fiume che nell'indefinito orizzonte della sua pianura diventa laguna poi mare.

Ferrara è stata dichiarata dall'UNESCO patrimonio dell'umanità.


Castello Estense - Ferrara

Castello Estense


Simbolo della città di Ferrara è il meraviglioso Castello Estense, edificato tra il XIV secolo e il XVI secolo. Fu voluto da Niccolò II d'Este, in seguito ad una rivolta popolare che aveva messo in pericolo il potere della dinastia.
I lavori furono affidati a Bartolino da Novara.

Il primo nucleo del Castello risale ai primi decenni del XIII secolo ed era costituito da una torre di avvistamento in mattoni e a pianta quadrata.
Succesivamente vennero avviati i lavori per trasformare le torrre in una rocca difensiva, chiamata Torre dei Leoni.
Alla costruzione della torre rocca seguì l'edificazione di altre tre torri, fino a formare un quadrilatero.
Gli spazi che vennero a crearsi tra una torre e l'altra furono riempiti da diversi edifici, con l'intento di creare una fortezza, circondata da un grande cortile.

L'edificio fu inizialmente la sede della milizia, mentre nei sotteranei ospitava le prigioni, in cui erano rinchiusi i nemici della famiglia d'Este. Solo nel XVI secolo, durante il regno di Ercole ed Eleonora d'Este, la fortezza fu trasformata in sontuosa dimora.
Vennero realizzati la Loggia degli Aranci, concepita originariamnte come serra, che permette di accedere nel Camerino dei Baccanali e da qui al Giardino degli Aranci o delle Duchesse e le Cucine Ducali, dove si possono ancora vedere gli scoli per gli acquai e le tracce dell'enorme camino, questa stanza ospita oggi la ricostruzione di Ferrara alla fine del Seicento, in cotto.


Duomo Ferrara

Duomo


Insieme al Castello Estense e alle mura rinascimentali che circondano il vecchio centro, la Cattedrale di S. Giorio Cispadano rappresenta sicuramente uno dei più significativi monumenti della città di Ferrara.

Grandioso nel suo venato marmo bianco, il Duomo campeggia sulla sottostante piazza, terreno originariamente frammentato in diverse proprietà e reso poi un tutt'uno, pensato e designato per divenire il fulcro di quel nascente Comune che andava sempre più reclamando la propria indipendenza.
Centro politico-religioso, ma anche cuore commerciale cittadino, il Duomo divenne il punto di partenza per tutti gli edifici civili deputati al governo: il Palazzo della Ragione, la residenza del Marchese e il palazzo del Podestà.

Con la scelta di trasferire la cattedrale entro le mura, quindi, si dava inizio non solamente alla costruzione della chiesa più importante e più sontuosa di Ferrara, ma si cominciava un radicale ripensamento della struttura cittadina, che da allora non sarebbe mai più stata la stessa.



Palazzo dei Diamanti - FerraraPalazzo dei Diamanti


Lo splendido Palazzo dei Diamanti di Ferrara al centro dell’Addizione Erculea, sull’importante incrocio chiamato Quadrivio degli Angeli, sorse il palazzo di Sigismondo d’Este, fratello del duca.
Più di 8000 bugne a forma di piramide o di “diamante”, in marmo bianco e rosa, ne coprono le due facciate, dandogli il nome.

L'architetto Biagio Rossetti ne fece un capolavoro urbanistico, soprattutto ponendo la decorazione principale sull’angolo: un artificio destinato a sottolineare l’importanza dell’incrocio e a fare dell’edificio un’opera del tutto originale, creata per la veduta prospettica anziché di facciata.
L'angolo, infatti, è impreziosito da splendide candelabre scolpite da Gabriele Frisoni e da un grazioso balconcino, di poco posteriore, che accentua la direttrice visiva verso la vicina Piazza Ariostea.

Il palazzo è oggi sede di musei: la Pinacoteca Nazionale e lo spazio espositivo in cui si tengono le rinomate mostre del Palazzo dei Diamanti.


Piazza Ariostea - Ferrara

Piazza Ariostea


La particolarissima piazza dalla forma ovale e dal piano ribassato, famosa anche per le corse del Palio, è opera dell'architetto Biagio Rossetti.
La piazza, incorniciata da due palazzi rossettiani con loggiato, veniva anticamente chiamata Piazza Nuova, mentre ora prende il nome dal poeta Ludovico Ariosto, la cui statua è posta al centro su di una colonna.

Oggi Piazza Ariostea si trova al di sotto di un verde declivio di erbetta fresca, sempre ben rasata. Circondato da grandi alberi e qualche panchina, il rigoglioso prato degrada in dislivello rispetto al manto stradale, raccordandosi ad esso per mezzo di verdi terrazzamenti a gradoni o grazie alle rampe asfaltate.

I ferraresi amano trascorrere i pomeriggi primaverili seduti sul pendio dei gradoni di Piazza Ariostea, all'ombra dei grandi alberi o dell'alta colonna.


Palazzo Schifanoia - FerraraPalazzo Schifanoia


Il nome del palazzo deriva dal motto schivar la noia e si riferisce alla funzione di svago e ricreazione dell'edificio, in quanto "delizia" estense. Schifanoia fu costruito, a partire dalla fine del Trecento, in una zona ricca di verde presso l'antico corso del fiume Po.

Attualmente il palazzo appare come un lungo edificio suddiviso il due ali: ad ovest l’ala trecentesca ad un unico piano, sede del Museo Civico, ad est quella del Quattrocento a due piani che costituisce l’ampliamento promosso dal duca Borso negli anni 1465-1467.

La facciata, un tempo coronata di merli e affrescata a finti marmi policromi, è caratterizzata da un elegante portale marmoreo disegnato da Francesco del Cossa. Le decorazioni interne, tra cui la Sala dei Mesi, hanno subito molte distruzioni, ma ciò che è rimasto dello splendido ciclo di affreschi voluti da Borso, è considerato unanimemente come una delle pagine più alte del rinascimento italiano.